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Il redditometro

L’ Agenzia delle Entrate attuerà, nel triennio 2009-2011, un piano straordinario di controlli basati sul c.d. “redditometro”. Con questo termine si identifica, come noto, uno strumento attraverso il quale l’Amministrazione Finanziaria può determinare il reddito complessivo sinteticamente attribuibile alle persone fisiche, utilizzando l’elaborazione derivante da una serie di indici di spesa.



Il possesso di immobili, auto, barche e altri beni può, quindi, determinare l’attribuzione presuntiva di un maggior reddito a carico del contribuente, qualora quello indicato nella dichiarazione dei redditi non sia in linea con quello determinato sinteticamente. In estrema sintesi, il metodo di calcolo del “redditometro” prevede che, una volta individuati gli elementi sensibili (automobili, fabbricati ecc), gli stessi vengano “tradotti” in reddito presunto avendo cura di operare i seguenti passaggi:

• il valore di riferimento si ottiene moltiplicando l’importo determinato nel provvedimento ministeriale attuativo per un coefficiente specificatamente individuato;

• è tollerato un minimo scostamento tra il reddito ufficiale dichiarato e quello determinato sinteticamente;

• l’importo, come sopra determinato, può essere proporzionalmente ridotto se il contribuente dimostra che il bene od il servizio è nella disponibilità (anche parziale) di altri soggetti (che quindi ne sostengono le spese);

• l’importo è calcolato su base annua e, quindi, va proporzionalmente ridotto se la disponibilità del bene o del servizio non si è protratta per tutto l’anno (ad es., un bene acquistato a giugno va considerato per solo 6 mesi).


In base agli indirizzi operativi recentissimamente emanati dal Fisco, per l’accertamento è previsto che sia attuata un’attenta ricerca degli elementi di spesa e di investimento, indicativi di capacità contributiva, attingendo, alle molteplici banche dati disponibili all’erario. Al piano straordinario di accertamenti sintetici forniranno un importante contributo anche:

• la Guardia di Finanza, con una massiccia attività di acquisizione di elementi e circostanze utili;
• i Comuni, mediante la segnalazione di eventuali situazioni di cui siano a conoscenza rilevanti per la detta determinazione sintetica del reddito.





Come difendersi dal Redditometro

Difendersi dal “redditometro”, infatti, è comunque possibile. Se, la ratio del ragionamento presuntivo si basa sul fatto che se un soggetto è in grado di spendere è perché, questo soggetto guadagna.

Ma facendo il ragionamento a ritroso è possibile, comunque dimostrare, che i soldi spesi hanno una fonte di approvvigionamento lecita e, pertanto, non esiste alcun motivo di tassare il “presunto sovrareddito” tra quello effettivamente dichiarato è quello determinato attraverso i calcoli del redditometro.

 

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